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Un’esperienza che arriva da molto lontano

Malgrado sia stata uno dei punti di riferimento della GP2 Series per piloti, manager, organizzatori e non soltanto, la scuderia Lazarus nacque per iniziativa di Tancredi Pagiaro (già fondatore della GP Racing nell’ormai “lontano” 1997) con l’iniziale obiettivo di gareggiare in diverse specialità delle competizioni internazionali di monoposto. Sede della scuderia è un moderno stabilimento a Caselle, frazione di Selvazzano Dentro, comune di ventiduemila abitanti alle porte di Padova, dove letteralmente si mantiene viva la lunga tradizione veneta delle squadre da corsa.

Debutto in GP2 in tandem con la DPR

Arrivò subito nel 2009 l’accordo di partnership con il team DPR di David Price, fondato nel 1976, per la partecipazione alla GP2 Series, categoria seconda soltanto al Campionato del Mondo di Formula 1 nella gerarchie delle discipline automobilistiche: nel 2009, vennero alternati sulle piste cadette Michael Herck, Giacomo Ricci, Franck Perera e Johnny Cecotto junior. Mentre il belga disputò tutte le gare stagionali sulla monoposto numero 26, il milanese, il francese e il venezuelano si alternarono sulla Dallara-Renault contraddistinta dalla cifra 27 rispettivamente per le prime quattro tappe, per gli appuntamenti dal quinto all’ottavo e per il nono e il decimo round. Malgrado le ampie competenze del sodalizio italo-britannico, in quella stagione non si andò oltre il 13esimo posto nella classifica generale delle squadre (zero punti) e l’ottava piazza di Michael Herck nella gara Sprint di Silverstone, cui si aggiunsero anche due noni posti in Inghilterra e Belgio. Il pressoché concomitante impegno nella Euro 3000 Series, benché limitato alle tre doppie corse di Portimão, Magny-Cours e Zolder, produsse invece il settimo posto fra i team in forza dei dodici punti raggranellati dall’onnipresente Michael Herck e dal brasiliano Diego Nunes, mentre in Francia e Belgio esordì senza fortuna Michael Delle Stelle, fresco campione d’Italia di Formula 3.

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Due in uno: Auto GP più serie cadetta

La squadra padovana, nota per non darsi mai per vinta in gara, è anche una realtà sportiva particolarmente dinamica, che non si tira indietro neppure di fronte a nuove sfide tecniche. Nel 2010 esordì così nel campionato Auto GP, dove sarebbe rimasta per due stagioni filate affidandosi esclusivamente a conduttori italiani. In primis, Fabio Onidi, che nelle 12 manche disputate il primo anno avrebbe racimolato 24 punti, equivalenti all’ottavo posto finale nella graduatoria piloti e al sesto nella classifica a squadre. Al driver milanese, nel 2011 si aggiunse un’ulteriore monoposto per Fabrizio Crestani, trevigiano di Conegliano. Nella seconda stagione di presenza nel torneo organizzato da Enzo Coloni, la coppia tricolore raccolse una vittoria (Fabio a Monza) e una pole position (Fabrizio a Oschersleben) su un totale di sette doppi appuntamenti nonché il terzo posto finale nel ranking riservato alle scuderie, in virtù dei 92 e 99 punti accumulati rispettivamente da Crestani e Onidi (il veneto e il lombardo si piazzarono anche sesto e quinto fra i piloti, dando prova di velocità e solidità). In verità, la compagine diretta da Tancredi Pagiaro avrebbe vinto anche la corsa di Budapest con Fabio Onidi, però un clamoroso errore della Safety-Car comandata dalla Direzione Gara deprivò la squadra del risultato, sottraendole 25 preziosi punti che alla fine avrebbero potuto essere utili per il successo finale! Il 2010 fu anche il secondo anno di partnership Lazarus-DPR nella GP2 Series, capace di scaturire un bottino di 28 punti complessivi, figli fra l’altro della vittoria in Gara 2 a Budapest, della piazza d’onore a Barcellona e del terzo posto nella medesima frazione a Valencia, nonché degli ulteriori piazzamenti in Turchia, Spagna e Ungheria con i piloti Giacomo Ricci, Fabrizio Crestani e Michael Herck. Sempre nella categoria cadetta alla Formula 1, il sodalizio Lazarus/DPR spuntò la terza posizione in classifica fra le squadre (a una sola lunghezza dai secondi…) nella GP2 Asia Series 2009-2010, in virtù delle prestazioni erogate da Michael Herck e Giacomo Ricci ad Abu Dhabi e Sakhir, compresa una vittoria nell’ultima corsa stagionale e un secondo e un terzo posto: così il milanese arpionò la terza posizione ex aequo in graduatoria…

Soltanto GP2 con l’appoggio del Venezuela!

Il febbraio 2012 portò con sé l’annuncio che la scuderia italiana Venezuela GP Lazarus, sostenuta da capitali pubblici provenienti dall’omonimo Paese latinoamericano, avrebbe rilevato lo slot appartenente alla Super Nova Racing nella GP2 Series. La prima stagione nella categoria cadetta alla Formula 1 fu interlocutoria, come si confà a un team debuttante, pur se vivacizzata dall’alternanza di quattro diversi driver: Fabrizio Crestani (13 gare), promosso dall’Auto GP alla serie maggiore, più lo spagnolo Sergio Canamasas (10), l’austriaco René Binder (6) e il venezuelano Giancarlo Serenelli (18). Il miglior risultato del variegato poker di piloti al servizio di Tancredi Pagiaro fu il punto accalappiato dall’italiano a Sepang nella prova inaugurale della stagione, che gli vale il 24esimo posto nella classifica finale davanti agli estemporanei coéquipier Canamasas e Serenelli (27esimi ex aequo) e al nipote d’arte Binder (31esimo).

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Un 2013 quasi interamente made-in-Italy

Il 2013 della compagine nata a Padova fu un anno affrontato quasi interamente nel segno della lingua italiana, parlata dai tre piloti alternatisi al volante delle vetture del team Venezuela GP Lazarus nella GP2 Series. Accanto al confermato René Binder sulla Dallara-Mècachrome numero 24, trovarono infatti posto il “regular” Fabrizio Crestani, che rimpiazzò in extremis il rookie Kevin Giovesi (non presentatosi in pista nell’appuntamento di Silverstone, creando al team non pochi problemi per trovare un sostituto con esperienza con questo tipo di vetture) e poi Vittorio Ghirelli. Quale fu il bilancio di fine stagione? Il quasi rookie austriaco in più di un’occasione lottò per la top ten, racimolando 11 punti e la 23esima posizione finale in classifica. In Malesia scucì in qualifica la settima posizione, in Bahrein gli fu affibbiato erroneamente un drive-through dal Direttore di Gara, quando era in P7 a pochi giri dalla fine, ma soprattutto giunse buon settimo e sesto a Montecarlo e successivamente ottavo in Gara 2 a Monza. Nel 2013 vennero accumulati in totale dalla Venezuela GP Lazarus 12 punti fra le squadre, equivalenti alla 13esima piazza finale.

Nel 2014 l’assalto di una coppia di rookie

Cominciò con una coppia di driver entrambi stranieri nonché debuttanti nel team, Nathanaël Berthon e il rookie assoluto Conor Daly, il 2014 della squadra corse patavina, coincidente con la decima edizione nella storia della GP2 Series. La scuderia Venezuela GP Lazarus spuntò la 13esima posizione nella classifica squadre grazie ai 19 punti marcati dai piloti: il veterano francese accalappiò un quarto posto in Gara 2 a Budapest, sfiorando il podio, due ottave piazze (in Gara 1 a Hockenheim e nella prima frazione in Ungheria) e una decima posizione a Soči, mentre l’americano figlio d’arte si classificò settimo a Budapest. In due sole occasioni, vale a dire in Italia e in Russia, in pista scese invece il debuttante reggiano Sergio Campana, che rilevò lo yankee e mise in carniere una 15esima e una 20esima posizione.

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Nella GP2 Series 2015 subito un podio

La stagione 2015 del Daiko Team Lazarus, così ribattezzato dal nome dell’importante e nuovo main sponsor, fu caratterizzata da alti e bassi pressoché normali nel motorsport professionistico. Al debutto stagionale la scuderia si presentò con un veterano come Nathanaël Berthon e col rookie svizzero Zoel Amberg, purtroppo tagliato fuori poco prima di metà stagione da un problema fisico nato dopo l’incidente a Montecarlo, venendo sostituito una tantum in Italia dal connazionale Patrick Niederhauser e successivamente dall’esperto Sergio Canamasas. Il francese e lo spagnolo si classificarono entrambi 15esimi nella classifica generale, in forza dei 27 punti maturati da entrambi. I migliori risultati stagionali della coppia furono il terzo gradino del podio nella “Sprint Race” del primo round in Bahrein di Berthon (a Sakhir settimo pure in Gara 2 nonché in seguito nella prima frazione di Spa-Francorchamps) e la settima piazza di Canamasas nella corsa “corta” di Monza. I piazzamenti di Nathanaël e Sergio assicurarono alla squadra veneta anche il decimo posto nella graduatoria squadre in virtù delle 31 lunghezze maturate.

2015, gran debutto nel mondo Lamborghini

Una scuderia moderna è sempre in cerca di sfide e il Daiko Team Lazarus la trovò nella nuova Lamborghini Huracán LP620-2: il 2015 è stato infatti quello dell’impegno congiunto nella GP2 Series e nel Blancpain Super Trofeo, organizzato dalla Casa di Sant’Agata Bolognese con l’inedita “ammiraglia” da corsa. Utilizzando la livrea storica della compagine veneta, ad entrare in azione sia in Europa sia nella Finale Mondiale di Sebring furono due vecchie conoscenze dell’atelier di Tancredi Pagiaro, cioè Sergio Campana e Fabrizio Crestani: il reggiano e il trevigiano, padroni della supercar numero 26 “attiva” nella Classe PRO, portarono così a casa non soltanto l’ottava piazza assoluta nella kermesse iridata d’oltre Atlantico (un primato ottenuto malgrado ben 66 equipaggi iscritti!), bensì anche la quarta posizione finale in virtù degli 84 punti e dei numerosi podi racimolati in Italia, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania e USA, a partire in primis dalla piazza d’onore colta al debutto assoluto di Monza.

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