Caselle di Selvazzano Dentro (Padova), 02 agosto 2019 – SI INFRANGONO IN UN MURO A 4 ORE DALL’ARRIVO I SOGNI DI PORTARE A TERMINE UNA DELLE ENDURANCE PIÙ PRESTIGIOSE NELLA CLASSE AM

Poteva essere il coronamento di un sogno, chiudere entro i primi 40 equipaggi (su un totale di 72 vetture al via) per il team Daiko Lazarus Racing. Ma alle 11 circa, ovvero a circa quattro ore dal termine, questo sogno si è infranto. Una 24H di Spa che per la squadra veneta, fino a quel momento, aveva riservato solamente degli aspetti positivi. Eppure la “maratona belga” non era iniziata nel migliore dei modi. Ogni riferimento è al “crash” che ha avuto come protagonista nel primo round della stagione 2019 del Blancpain Endurance il giovane elvetico Kris Richard, impossibilitato poi ad affrontare la gara per i postumi del botto. Da qui la decisione di schierare solo una Lamborghini Huracán GT3 (e non due come era inizialmente nei programmi), per di più con un equipaggio completamente inedito AM (piloti classificati dalla FiA come non professionisti ndr).

Ad alternarsi al volante della vettura di Sant’Agata Bolognese sono stati infatti lo scozzese Graham Davidson, il francese Sylvain Debs, lo spagnolo Fernando Navarrente ed il giovane pilota tedesco Immanuel Vinke. Tutti con poca esperienza sul “mostro” di Sant’Agata Bolognese. Da qui è scaturita una qualifica onesta ma sofferta per le temperature dei boschi delle Ardenne anomale, di oltre 40 gradi, che in abitacolo salivano a circa 50°, facendo soffrire ulteriormente qualche pilota. Qualifica che si è risolta con l’ottavo tempo di classe su 16 equipaggi e 65° tempo nella classifica generale ottenuto in virtù della media dei tempi fatti segnare da ciascun driver.

Ma per una gara lunga come la 24H di Spa, anche questo elemento non avrebbe poi pesato più di tanto e in gara, in condizioni del tutto differenti (pioggia, temperature mediamente intorno ai 16° ed un’interruzione con bandiera rossa nel corso della notte), l’equipaggio del Daiko Lazarus Racing è stato in grado di compiere una vera e propria impresa, risalendo fino alla 43ª posizione lottando con le 4 vetture nella classe AM davanti. Purtroppo, a quattro ore dal traguardo, con la pista sempre bagnata Davidson nella curva più veloce del circuito, il Blanchimont, ha perso la vettura sul cordolo centrando il muro con oltre 10G di decelerazione.

“Peccato, perché con il senno di poi potevamo perfettamente rientrare nei primi 37 – ha spiegato il Team Principal Tancredi Pagiaro – Ogni cosa fino a quel momento aveva funzionato alla perfezione: strategie di Pit Stop perfette con cambi gomme e rifornimenti perfetti sempre al top con la vettura sempre in ordine. Devo anche spendere una parola a tutta l’organizzazione alle spalle della Pit Line che non ha fatto mancare niente a nessuno, dai pasti continui per le oltre 20 persone impegnate, al servizio motorhome e navette per il ritiro delle gomme e carburanti per tutte le 24H, al servizio di gestione dei piloti con tutte le problematiche del caso. Come già successo quest’anno sin da inizio anno e poi in altre occasioni, abbiamo dovuto registrare un ennesimo grosso incidente. Ma le corse sono un po’ come il vino, a volte il sole e l’estate sono perfetti a volte capita che tempesti anche più di una volta.”

Il prossimo impegno del team Daiko Lazarus Racing sarà adesso quello di Silverstone, il 7 e 8 settembre, in occasione del quinto dei sette round dell’International GT Open.